12.1.11

Lezioni spirituali per giovani fumettari



Non sono minimamente interessato a cose come le Tavole rotonde del fumetto, Sindacati dei fumettisti e compagnia cantante.
Però ieri ho assistito al momento zero dell'editoria a fumetti italiana.
Un sedicente "piccolo editore" telefona a un mio amico per chiedere se conosce qualcuno disposto a disegnare una storia di 80 tavole per 400 euro.

Quattrocento euro.
Sono CINQUE euro a tavola.

Tanti giovani accettano di fare questi lavori, illudendosi di avere un trampolino di lancio per imparare o per farsi notare. L'editore da parte sua promette di dividere gli incassi una volta che si è rifatto delle spese.

Diciamo le cose come stanno: a questi sedicenti "piccoli editori" non gliene frega niente di spingere il vostro fumetto. Se va di lusso arriveranno a vendere 2-300 copie, e lo sanno benissimo. Lavorano tanto al chilo: sul vostro fumetto ci guadagneranno una miseria. Però se mettono in batteria cento volumi fatti da altrettanti cretini come voi, loro portano un guadagno a casa e a voi non devono niente.

E allora cosa si deve fare per cominciare a fare fumetti?
Sono un po' troppo giovane per dare consigli, però dopo tredici anni di mestiere uno mi sento di darvelo:
Fate come si faceva una volta. Fate come si fa in America, o in Giappone. Fate come fanno loro e loro.
Metteteci la faccia.
Siete due, tre, quattro? aprite una partita IVA come associazione culturale (costa sulle 150 euro) e autoproducete il vostro materiale. Prendete uno stand alle fiere, e le 200 copie che vende il sedicente "piccolo editore" le fate con Lucca e Napoli Comicon.
Tanto se dovete lavorare gratis, a questo punto fate qualcosa di cui andare orgogliosi.

Quando ho cominciato io bisognava saperne di editoria, impaginare (con i mac di allora e l'Xpress3), controllare le lastre e le ciano, letterare sulle pellicole, menare ai tipografi.
Ora fai un click sul portatile e dopo tre giorni arrivano le copie a casa stampate in digitale, e il costo è praticamente zero.

Fatevi il giro dell'Italia. Lucca, Napoli, ma anche Modena, Milano, Mantova, Torino.
E perché no, se il materiale è buono anche Angouleme, Barcellona, Francoforte.
Altrimenti vi perdete la parte bella del fare fumetti, che non è stare dodici ore al giorno col culo sulla sedia, ma andare in cerca di Amy.



ps Mishima mi perdonerà per la citazione nel titolo.








12 commenti:

Thomas ha detto...

Io vorrei andare in cerca di Amy, anche perchè era piuttosto carina nel film.
Quand'ero all' inizio di carriera ho fatto il pessimo errore di cedere a iene editoriali del genere, sono passati 12 o 13 anni e sto ancora aspettando i soldi. Tristemente questa svendita creativa esiste anche in altri campi ( architettura etc..). Il tuo consiglio è il migliore . Non accettare !!!

jackoilrain ha detto...

Epic Win Mammucz, del resto lo dico da anni...

nerosubianco ha detto...

E forse incontrarsi e parlare tra autori come ho pensato di fare a Lucca potrebbe servire a sensibilizzare anche i giovani ( e i meno giovani) a NON accettare tutto questo....
poi è ovvio, ognuno la pensa come vuole.
PS:Ottimo consiglio

Emi ha detto...

@thomas: Gli errori li abbiamo fatti tutti, ma da quel che sto vedendo in giro la situazione è addirittura peggiorata rispetto a 10-15 anni fa. Ora siamo in pieno medioevo.

@jacko: ah ah ah grazie :)

@Claudio: Ciao Claudio, il mio intervento non è assolutamente critico nei confronti dell'iniziativa che avete portato avanti a Lucca. Penso solo che un sindacato in Italia, dove c'è un solo editore vero, ha poca ragion d'essere. Naturalmente è solo la mia opinione.
Detto questo sono contento che c'è stata questa tavola rotonda, che se non altro il problema l'ha sollevato per bene.

Alex ha detto...

ma porc... tutto ciò è molto scoraggiante. tanto scoraggiante che ho copiato il post e l'ho incollato su un file word! mi sono detto cazzo, mi servirà un giorno ricordarmi di questo!

The Passenger ha detto...

non sono tutti così...^_^

nerosubianco ha detto...

La mia idea infatti era quella di sollevare il problema e per fortuna ci sono riuscito.
ora bisognerebbe che tutti imparassimo a dire NO quando vengono fatte offerte di questo tipo.
Purtroppo la maggior parte non dice no. : (
Ora, fare un sindacato fumettisti NON deve servire a fare una "lotta" con l'unico editore (anche se non possiamo non considerare gli altri NON editori soltanto perché non pagano alla stessa maniera), ma serve a far capire che esistiamo. Che questa professione ha bisogno di essere riconosciuta burocraticamente. Non siamo legalmente cautelati, ci sono cause pendenti sul diritto d'autore che non trovano spiragli evolutivi per mancanza di riconoscimento della professione.
Insomma c'è bisogno di fare qualcosa. Questo tuo post è qualcosa.
Anzi, è molto.
Un abbraccio

Cla

Emi ha detto...

Lo sai Claudio che prima o poi ti vengo a trovare a Barcellona, nevvero?

nerosubianco ha detto...

allora ti preparo la stanza : )

PaoloArmitano ha detto...

ahahah! Chi sono 'sti due?! Montanari e Grassani?!

Giulio ha detto...

ho la fortuna di frequentare una scuola del fumetto (e mi rendo conto che tante persone con tanto di passione non hanno i mezzi economici per frequentarle... ma questa è un'altra storia. Dicevo appunto che a scuola molti insegnanti ci hanno fatto discorsi analoghi al tuo... non può quindi che farmi piacere rincarare la dose con un consiglio da parte di un disegnatore che stimo molto... beh, grazie e spero che il tuo messaggio arrivi a quelle persone di cui scrivevo all'inizio,che capiscano che è meglio non iniziare, piuttosto che iniziare con sfruttamento e delusione! ciao

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Sante parole, Emilia'.
Sante parole.