Micheluzzi, ciao.

>> 20.9.11

Esattamente il 20 settembre di ventuno anni fa si spegne a Napoli Attilio Micheluzzi, maestro.
La prima volta che ho visto un suo lavoro era su un Dylan Dog e ricordo di averlo detestato: per me quello stile non c'entrava niente col personaggio.
La seconda volta che mi ci sono imbattutto era sul volume "Roy Mann in uno strano mondo", il capolavoro di Sclavi. ho pensato "". Disegni belli, ma era pur sempre linea chiara, e io con quella scuola ci ho sempre fatto poco.
La terza volta è stato amore.
Da ragazzino ero fissato con le storie sui pionieri dell'aviazione: quei pazzi che all'inizio del secolo scorso si costruivano le prime rudimentali aereotrappole di legno e stoffa e finivano irrimediabilmente schiantati. Quelli che si salvavano per qualche strana ragione non vedevano l'ora di riprovare. Tutto, pur di spiccare il volo.
Comunque, spulciando in qualche fumetteria mi imbatto in Air Mail: storia di un bullo che fa il pilota postale durante il proibizionismo. La prima tavola recitava così: "Ricordate i ruggenti anni '20? Gli anni senza legge? certamente no. E' per questa ragione che AIR MAIL è qui". Grande storia e grandissimi disegni. E soprattutto: che modo pazzesco di usare il nero. Un disegnatore elegantissimo e energico allo stesso tempo.
Da quel momento comincio a cercare tutto di lui, scoprendo con sorpresa che quest'uomo aveva una bibliografia enorme ma in realtà aveva disegnato per pochi anni (praticamente dal '75 al '90) e si era scoperto disegnatore a QUARANT'ANNI suonati. Prima faceva l'architetto in Africa, credo.
E soprattutto scopro che non ha mai smesso di evolversi: i suoi personaggi famosi (Petra Chérie, Marcel Labrume, Bab El-Mandeb) sono indimenticabili, ma sono niente in confronto alla sua produzione ultima. "Mermoz" e "Siberia" sono due libri che ho scollato con gli occhi. C'è da chiedersi dove sarebbe arrivato se non fosse venuto a mancare, perché l'ultimo lavoro ("Afghanistan", pubblicato postumo, metà inchiostrato e metà ancora a matita) è ancora meglio dei precedenti.
Ci ho sempre giocato con questa figura affascinante di maestro d'altri tempi. A volte di proposito, altre senza rendermene neanche conto. Sempre con rispetto.

Micheluzzi, autoritratto

io, su John Doe

Micheluzzi, su Air Mail

io, su Jan Dix

Micheluzzi, su Marcel Labrume

io, su Napoleone

20 commenti:

Benny 12:09 AM  

però permettimelo (sopratutto nell'ultimo disegno) l'allievo ha superato il maestro!!!

illustrAutori 8:34 AM  

beh adesso non bestemmiamo... ;-)
complimenti e, se vuoi qualche notizia in più, puoi leggere http://illustrautori.blogspot.com/2011/01/attilio-micheluzzi-1930-1990.html

Roberto Zaghi 8:48 AM  

Bellissimi i tuoi omaggi, o reinterpretazioni, segni di affetto, qualunque nome va bene: il grande Attilio avrebbe gradito, ne sono certo. Ventun'anni, fiuuu. Io studiavo ancora chimica, avrei scoperto i suoi fumetti solo qualche anno più tardi, più o meno col tuo stesso iter: "bleah", "però...", "Ooohhh!".
Grandissimo, un montagna sacra. L'architetto che torna in patria e diventa autore di fumetti di successo, che storia d'altri tempi.

nerosubianco 9:40 AM  

Una delle prime tavole originali che ho comprato è stato un Micheluzzi.

Petra Cherì è un capolavoro. Ricordo come disegnava la neve, ti faceva sentire freddo : )

Un grande maestro.

Emi 11:07 AM  

Io ho il vecchio volume di Milano Libri su Petra Chèrie, quello con la copertina a stoffa e il profilo del personaggio. Che fascino che aveva!
"bleah", "però...", "Ooohhh!" rende perfettamente :)

Mastro Pagliaro 2:15 PM  

belle parole.
bellissimi disegni.

il Barga 6:33 PM  

Grazie per questo bellissimo post... scoprii Micheluzzi da bambino sulle pagine del Giornalino. Adoravo le storie di Capitan Erik, così differenti da tutto il resto. E poi quel gusto grafico, con le onomatopee che rubavano la scena ai personaggi e mi sembrava di esserci dentro, alla pagina. Ed era una delle sue produzioni minori!
E grazie per i tuoi disegni. Sono così belli che sembrano facili

Emi 11:28 AM  

Grazie Mastro!

Capitan Erik mi manca... non sono mai riuscito a travarlo. A dire il vero non so neanche se sia stata fatta una ristampa.

Raul Cestaro 3:58 PM  
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Raul Cestaro 3:59 PM  

Tra le tante cose di Micheluzzi, ce l'ho anche io quel volume di Petra Chèrie con la copertina a stoffa... gran bei disegni anche li...E con rimpianto ripenso sempre a quelle tre volte che il Maestro ci diede la possibilità di varcare la soglia del suo studio...che gran fortuna.
Belle parole Emiliano,e gli omaggi a Micheluzzi ci stanno tutti!
RC

Emi 2:19 AM  

Ciao Raul grazie!

illustrAutori 11:16 AM  

no che non hanno mai ristampato Capitan Erik, cazzarola... dove Nizzi diceva tutto in 12 pagine e non sbrodolava lo stesso soggetto in 300... rivedrei volentieri anche la versione di Ruggero Giovannini (uno capace di reimpaginare l'Eternauta e ricevere i complimenti di Solano Lopez, per dire)

Roberto Zaghi 9:38 PM  

ehi anch'io ho il Petra di Milano Libri! Una sciccheria. Certi titoli li ricordo ancora senza aprirlo.... Il ponte sulla Drugaritza, il cimitero di Psamattia, la rosa del Bosforo, il contino de ...... ecco questo non me lo ricordo:-) Che musica.

Emi 10:01 PM  

Sui titoli andavo pazzo per quelli di Pratt nelle storie brevi: "E riparleremo di gentiliuomini di fortuna". "Cotes de nuit e Rose di Piccardia". "Nel nome di Allah misericordioso e compassionevole". "Di altri Romei e di altre Giuliette".
Aaaaahhh che qualità pazzesca. Ce l'hai anche te i volumi vecchissimi della Milano Libri di Corto Maltese in BN?

Roberto Zaghi 12:33 PM  

Mi vergogno come un Cane Pulcioso, ma ammetto (e mannaggia a te che me l'hai chiesto) che non ho MAI letto una sola pagina di Corto Maltese in vita mia. Non so il motivo, boh, eppure amo alla follia Caniff, Toth, etc... devo rimediare prima che sia troppo tardi, punto!:-)

Emi 4:08 PM  

Non ci credo!!!!!!

Almeno le storie brevi del ciclo "Sogno di un mattino di mezzo inverno" le devi leggere, sono di un altro pianeta.
L'edizione della Repubblica di un paio di anni fa è ottima. Però se riesci, prova a rimediare edizioni vecchie in BN e con il lettering scritto proprio da Pratt. Evita però i "Tascabilizard", perché le storie sono rimontate e le vignette tagliate per farle entrare nel formato tascabile.

Emi 4:16 PM  

E cmq:
So che mi attirerò le ire dei puristi, ma per me Pratt dà in testa sia a Caniff che a Toth, almeno fino a che ha avuto voglia di disegnare. Wheeling per essere un fumetto dei primi anni '60 ha un montaggio cinematografico modernissimo.
A fine carriera il disegno diventa talmente frettoso che devi quasi schivarlo per seguire la storia, ma questo è un altro discorso...

Roberto Zaghi 7:39 PM  

Sei stato fin troppo clemente, temevo mi radiassi dal blog:-)
Cmq grazie per la "spinta", ormai non ho più scuse!!

Emi 2:19 AM  

Io temevo mi togliessi il saluto, dopo quello che ho detto su Toth :)

Anonimo 10:02 AM  

Mel 1976, quattordicenne, scrissi una lettera al Corriere dei Ragazzi. Chiedevo se era possibile avere un disegno di Attilio Micheluzzi, che pubblicava bellissime storie su quel giornalino. Dopo qualche tempo ricevetti un bustone da Napoli: una lettera di Micheluzzi e tre sue tavole di una storia che aveva iniziato a disegnare, ma mai pubblicata. Rimasi molto colpito dalla sua gentilezza e dalla premura nel rispondere ad un ragazzino...Ho continuato ad ammirarlo.
Ciao, Enrico M.