Mina & Nino, genovesi.
>> 3.10.11
Sono cresciuti insieme, Mina e Nino. A Genova. Sognavano di sposarsi presto. Poi Nino conosce le idee strampalate dei carbonari, la Giovine Italia e Nino Bixio. C'era anche lui la sera che partirono in mille.
Mina aspetta sempre col cuore in gola le notizie che arrivano dalle Due Sicilie. Marsala, Milazzo, Gaeta.
Poi l'Italia si fa, e di Nino nessuna traccia. Mai, neanche una lettera.
Così Mina parte a cercarlo. Non è una che si da per vinta, e ha puntato tutto il suo futuro su di lui. Arriva in Sicilia e risale il corso della guerra. Passa in mezzo ai dolori lasciati dai garibaldini. I borbonici in fuga, i briganti, le fattorie saccheggiate. Si taglia i capelli e si nasconde il seno, si veste da uomo. E' determinata, Mina. Farebbe di tutto per ritrovare l'amore perduto.
Solo che Nino non è mai partito davvero.
Avrebbe voluto, ma all'ultimo istante gli è mancato il coraggio. Un conto è riempirsi la bocca di storie, fare a gara a chi le spara più grosse all'osteria. Un altro è partire sapendo che potresti non tornare. D'altronde se uno il coraggio non ce l'ha, non se lo può certo dare, come recitava il vecchio adagio. Così Nino è partito per Milano e si è rifatto una vita misera, giocando ai dadi e dimenticandosi di tutto. Senza accorgersi di aver perso l'unica cosa di valore che la fortuna gli aveva dato a credito.
Una delle tante storie che restano a prender polvere nel cassetto perché non avrò mai tempo per disegnare.


5 commenti:
mai dire mai, dice un altro adagio.
e trovalo il tempo (che è una di quelle cose che pure se non ce l'hai te le puoi dare)
A.
Ma 'nfatti :)
e Mina che fine fa?
Mmm.
Non lo so di preciso, ma la ritroviamo qualche anno dopo di nuovo con i capelli lunghi in un libro di Bram Stoker!
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