La nuova miniserie di Recchioni e Mammucari

>> 10.1.12



Sono un tipo sobrio, come il cane di Mario Monti.
Non ho mai firmato una copertina, non lascio firme nascoste nelle tavole. E non perché non sia vanitoso, altrimenti farei un altro mestiere.
E' che sono spocchioso.
Talmente spocchioso da pensare che il mio lavoro parli da solo.
Voglio dire: se i milioni di appassionati di Tex sono riusciti a sopravvivere senza avere la minima idea di chi fosse Gian Luigi Bonelli, penso che i lettori dei miei fumetti ce la facciano ad apprezzare le storie senza sorbirsi la mia foto segnaletica ogni due pagine.

Ultimamente però capita una cosa che inizia a darmi noia:
Sto realizzando una miniserie per Bonelli come co-autore, insieme a Roberto. E' una cosa bella, una cosa che mi inorgoglisce perché sono uno che adora mettere passione in quel che fa. E diciamocelo: mi faccio anche un mazzo tanto.
Eppure ogni volta che nei siti di fumetto esce qualche anticipazione, la serie viene segnalata come la serie di Recchioni. La cosa si è ripetuta più e più volte, al punto che all'ultima mi sono permesso di chiedere una precisazione.

Ora, sono sicuro che è una questione squisitamente di consuetudine.
In Italia il fumetto è scrittorecentrico e il disegnatore conta poco: solo gli sceneggiatori sinora hanno firmato le serie, con rare eccezioni (Berardi & Milazzo con Ken Parker, ad esempio. E' l'unico che mi viene in mente, e ci sarà pure un motivo), e gli appassionati si adeguano di conseguenza.
Roberto, che in quanto a vanità ne ha da vendere più di una liceale con la minigonna a giropelo (e ne va -giustamente- orgoglioso) ha ragione quando dice che il problema deriva dal fatto che non frequento i forum e non scrivo su internet.
E allora ecco qua:

- Ken il guerriero è di Buronson & Tetsuo Hara (in Giappone nessuno fa fatica ad accostare scrittore e disegnatore).
- Asterix è di Uderzo & Goscinny (col nome del disegnatore prima, perché in Gallia si usa così).
- Superman è di Siegel & Shuster (e il dio ebraico mi perdoni l'accostamento. Non sum dignus).
 -La nuova miniserie è di Recchioni & Mammucari.

Con una o due C, va bene ugualmente.





ps. I bellissimi colori qui sopra sono di Annalisa Leoni.

14 commenti:

michele benevento 5:33 PM  

daje!!
(sono di parte, però!)

SiD 5:57 PM  

Onesto u.u complimenti!!!!

Emi 6:54 PM  

@Michele: Toccherà anche a te, o misero disegnatore italico!

michele benevento 9:22 PM  

me tapino...

Anonimo 9:29 PM  

Non vedo l'ora di leggere la nuova mini di Benevento!

E comunque, per anni Nathan Never è stato attribuito a uno solo dei tre sceneggiatori (cioè di volta in volta quello che veniva intervistato per l'occasione, col risultato di confondere le idee al profano: "Ah, ma è di Vigna? Eppure mi sembrava di avere letto un altro nome in un'altra intervista..." :-)

Sceneggiatore Anonimo

illustrAutori 9:34 AM  

posso dirlo? hai ragionissima ma fottitene ;-)

PaoloArmitano 11:21 AM  

Ti capisco, sempre questione delicata quella dei doppi cognomi...soprattutto perche' fino ad un certo punto, la responsabilita' e' dell'autore di volta in volta intervistato, ma il piu' delle volte e' disattenzione dei redattori,intervistatori,giornalisti,blogghisti (Si dice cosi'?Boh. Importa 'sega).
Comunque fregatene (fino ad un certo punto...! :-) )
'che tanto e' vero che il tuo disegno parla da solo!

RRobe 12:17 PM  

Responsabilità mia?
Vabbè, lasciamo perdere.

il Dave 11:28 AM  

Penso anche io che sia solamente una questione di mala abitudine da parte di chi scrive e presenta un prodotto (e sia chiaro, non intendo lo sceneggiatore del progetto, quanto piuttosto l'autore di un articolo su una rivista, un blog, ecc.).
Insomma, sono abituati così e così operano, magari anche in buona fede, per carità, non sta certo a me mettere questo in dubbio, però sicuramente un minimo di attenzione in più sarebbe sicuramente molto gradita. Da tutti.

PaoloArmitano 12:26 PM  

No Rrobe, io non parlavo di te. Pensavo fosse chiaro che stessi commentando in generale, di cosa capiti a volte nei casi di firma doppia. Senno 'avrei scritto "...la responsabilita' e' di Rrobe, ma il piu' delle volte e' disattenzione ecc ecc bla bla.....".

Solo le ultime due righe che ho scritto sono riferite a questo caso specifico.
Thats all.

RRobe 4:34 PM  

Ok. Scusa ma mi fa strano.
Sono uno dei pochi sceneggiatori che ha sempre imposto, a qualsiasi casa editrice con cui ha lavorato, la doppia paternità (anche con quegli editori che non avevano in simpatia la cosa).

PaoloArmitano 7:42 PM  

Infatti, ribadisco che la mia non e' stata un'invettiva contro di te. Io faccio parte di una coppia creativa, che per quanto non stia mai sotto i riflettori,ogni tanto si confronta con queste cose, e percio' per una volta non son stato semplice spettatore ma ho messo becco in questa chiacchierata, cercando di parlarne in modo generico.

Emi 9:34 PM  

Ho scritto il post perché mi sentivo in colpa per aver chiesto una precisazione a Roberto Giammatteo, in un momento in cui non bastavano i casini dovuti al sito che andava in crash. Gli ci mancavo soltanto io a rompere le scatole.

Ubc lo considero un bel sito di informazione fumettistica (server a parte!), e mi dispiaceva rimanesse quell'errore.

Precisazione fatta, problema risolto.

Deimos 9:29 PM  

Parole sante, santissime. Che poi per me è assurdo dire che una serie appartiene solamente a uno sceneggiatore dato che anche il visivo conta tantissimo.